Icone australiane

uluru

Per noi europei dire Australia significa richiamare alla mente alcune icone inequivocabili, tanto lontane quanto sognate…

Il simbolo australiano per eccellenza, Uluru in lingua aborigena o Ayers Rock in inglese, è l’enorme roccia monolitica situata nell’outback australiano, nel bel mezzo del bush. Uluru è solo una porzione di un ben più grande blocco, in parte sotterraneo, che comprende anche il Kata Tjuta, o monti Olgas, e il monte Connor.

La caratteristica che lo rende celebre è quella di cambiare colore e sfumature durante l’arco della giornata. Considerato un luogo sacro nella cultura aborigena, il massiccio presenta caverne, pozze e sorgenti, nonchè numerosi dipinti rupestri sulla superficie.

 

Nonostante gli Anangu (la popolazione locale) abbiano chiesto più volte che non si compia la scalata del massiccio, questa resta una delle attività più gettonate fra i turisti che si recano in visita ad Uluru.

operahouse

Eccola, in tutta la sua imponenza, la Sydney Opera House, il teatro dell’opera della più grande delle città australiane. E’ senza alcun dubbio una delle opere architettoniche più importanti del XX secolo, realizzata sul progetto dell’architetto danese Jorn Utzon ed inaugurata nel 1973 dalla regina Elisabetta II.

La struttura si trova sulla piccola penisola nella baia di Sydney, a ridosso del Royal Botanic Garden. Presenta dei “gusci” bianchi, che ricordano le vele di una nave ed è stata progettata affinchè risulti piacevole da qualsiasi lato la si guardi, integrandosi perfettamente nell’ambiene circostante.

Al suo interno, la sala dedicata al teatro dell’opera è criticata da molti per l’acustica, non ottimale, che invece risulta migliore nella sala concerti, la più grande della struttura.

Dal 2007 la Sydney Opera House è stata inserita dall’UNESCO fra i beni patrimonio mondiale dell’umanità.

twelve apostles

Ebbene si, i 12 apostoli non sono 12!

Tranquilli, non si tratta della smentita di una delle nozioni religiose più indiscusse della storia. Stiamo parlando dei famosi faraglioni che si incontrano lungo la costa meridionale dell’Australia, percorrendo la panoramicissima Great Ocean Road.

Simbolo della natura selvaggia e romantica di cui ancora si può godere nel continente australiano, questi monoliti emergono dalle acque che bagnano la scogliera nei pressi di Port Campbell.

Fino a 10-20 milioni di anni fa erano collegati alla costa, ma nel corso del tempo la forza erosiva degli agenti atmosferici ha dato vita dapprima a grotte, poi trasformatesi in archi, divenuti infine i pilastri che possiamo ammirare oggi. Attualmente gli “apostoli” sono 8, l’ultimo è crollato nel 2005.

Una curiosità: fino al 1922 il sito era chiamato The sow and piglets, cioè  la scrofa e i maialini, ma il nome fu modificato per scopi turistici.

canguromarsupio  koala tronco

Infine ci sono loro, le icone più simpatiche dell’Australia.

Solo qui incontriamo i canguri, forti saltatori, che sanno sferrare potenti calci a chi disturba il loro mondo, ma anche mostrarsi dolci nella protezione dei loro piccoli nel marsupio.

E lo stesso vale per i koala, morbidi e pigri, che si nutrono di foglie di eucalipto e passano quasi tutta la loro giornata sugli alberi.

Sono entrambi marsupiali, ma c’è una piccola differenza fra i due: nel canguro la sacca ha l’apertura verso l’alto, mentre il koala ha il marsupio rivolto verso il basso.

 

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